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PROCESSIONARIA BRUCHI DA CONOSCERE E DA TEMERE Chi
incautamente tocca questi bruchi processionanti o maneggia i loro nidi,
nei quali possono trovarsi immagazzinate spoglie, peli e frammenti di
peli dei bruchi, si accorge subito della loro proprietà urticante.
I danni provocati dalla penetrazione dei peli nella nostra cute possono essere modesti o assumere notevole gravità. Nella pelle dove si infiggono le setole o i loro frammenti, insorge un molestissimo eritema papuloso fortemente pruriginoso che può scomparire dopo qualche giorno; mentre conseguenze più gravi si hanno quando i peli o frammenti di essi, giungono a contatto con l’occhio, la mucosa nasale, la bocca o peggio ancora quando penetrano nelle vie respiratorie e digestive. La prudenza dunque vuole che i bruchi processionanti non vengano mai toccati, né i loro nidi aperti; anzi, si suggerisce, una volta avvistati, allontanarsi immediatamente dalle piante infestate.
Questi corpi sericei sono i nidi costruiti dai bruchi di una farfalla notturna appartenente ai Notodontidi, comunemente conosciuta come "Processionaria", per il modo di procedere fuori del nido delle proprie larve.
La Processionaria : è un insetto Lepidottero defogliatore che causa imponenti disseccamenti a carico principalmente del Pino nero , del Pino silvestre, del Pino marittimo, del Cedro, di alcune Querce a foglia caudica ed occasionalmente attacca Noccioli, Castagni, Faggi e Larici. Nel corso dell’autunno, le larve formano nei rami più alti esposti principalmente a Sud, dei nidi sericei dove si rintanano per riparasi dal freddo. Alla fine dell’inverno iniziano ad uscire dai nidi e abbandonano la pianta ospite muovendosi in processione nelle aree circostanti.
Il Decreto Ministeriale del 17 aprile del 1998 imponeva la lotta obbligatoria alla Processionaria del Pino. La tipologia di lotta che possa essere la più dannosa per il
parassita, senza creare pericoli a terzi e per l’ambiente stesso è
senza dubbio la distruzione del nido nei periodi invernali, ovvero in
quel periodo in cui il parassita, per difendersi dal freddo, si rintana
nel suo nido unitamente a centinaia di esemplari. Oltre al taglio
dei rami si può " sparare ai nidi ". Siccome si riteneva che un inquinamento da piombo (saturnismo) poteva interessare la problematica. dell’ambiente si utilizzava munizionamento di origine diversa dal piombo che non ha nessuna tipologia di impatto con l’ambiente mentre ha gli stessi effetti balistici del munizionamento il piombo. Il compito era demandato alle Associazioni Venatorie sotto il controllo delle Polizie Provinciali, Comunali, Forestali ,ecc. Poichè tale lotta è collocata in un preciso periodo, che è individuabile tra fine NOVEMBRE e fine FEBBBRAIO e quindi anche durante il periodo di caccia chiusa e in luoghi vietati, necessita che gli Uffici addetti delle Amministrazioni Provinciali rilasciano specifica autorizzazione. Il
30 ottobre scorso, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e
forestali ha emanato con proprio decreto,(pubblicato nella G.U n. 40 del
16 febbraio 2008), le nuove Disposizioni
per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino abrogando
il precedente decreto ministeriale 17 aprile 1998.Tale decreto, in
vigore dal 3 marzo, introduce sostanziali variazioni. nella lotta a
questo lepidottero, considerato Per quanto riguarda la consuetudine di sparare ai nidi, si sottolinea non solo l’inutilità di tale procedura, ma anche la sua pericolosità e pertanto se ne sconsiglia assolutamente l’applicazione. ED ORA ALCUNE FASI DI ALTA CHIRURGIA DI UN NIDO
Abbiamo usato tutte le precauzioni del caso,diciamo che è stato veramente interessante,senza inconvenienti. Le fotografie sono state scattate da "LUCIANO" con l'aiuto di "VANNI "
A fianco i bruchi escono dal nido , la foto è ricavata dall'archivio personale di un amico. Con la speranza vi sia piaciuta la ricerca vi dico....a presto con nuove storie e ricerche!!
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